La violenza contro le donne continua a essere una delle emergenze più gravi nel nostro Paese: una donna uccisa ogni tre giorni. Questi episodi non sono fatti isolati, ma l’esito di dinamiche di controllo e disparità che affondano le radici in stereotipi e mancanza di educazione al rispetto.
Per questo, nella nostra mozione proponiamo di rafforzare in tutta la Provincia l’educazione affettivo-sessuale, intesa non solo come informazione biologica, ma come percorso di crescita relazionale, emotiva e sociale. Numerose ricerche dimostrano che una formazione continua su affettività, parità, consenso e rispetto è la forma più efficace di prevenzione primaria della violenza di genere.
Il cosiddetto DDL Valditara vieta questi percorsi nelle scuole inferiori e li subordina al consenso delle famiglie nelle superiori, limitando di fatto la prevenzione proprio dove servirebbe di più.
La nostra Provincia, grazie alle competenze dell’Autonomia, può invece scegliere un’altra strada.
Con la mozione chiediamo alla Giunta:
- di promuovere percorsi permanenti nelle scuole su affettività, parità, rispetto e consenso, in collaborazione con centri antiviolenza e professionisti qualificati;
- di formare il personale docente sui temi della prevenzione della violenza;
- di sensibilizzare tutta la cittadinanza per costruire una cultura delle relazioni sane e del rispetto reciproco.
Un investimento educativo strutturale è l’unico modo per affrontare davvero la radice della violenza di genere.