Nel suo editoriale pubblicato sull’Alto Adige in data 20 marzo, la Consigliera Provinciale Scarafoni ha attaccato l’opposizione comunale a Bolzano, accusandola di essere fuori bersaglio e di condurre una critica strumentale e priva di contenuti sulla vicenda della nomina del nuovo direttore o della nuova direttrice di ASSB. Nel farlo, come ormai è consuetudine da parte della destra al governo, tenta di spostare l’attenzione dalle responsabilità dell’attuale giunta comunale di centrodestra, attribuendo le criticità alle precedenti amministrazioni di centrosinistra e mettendo in discussione anche il mio operato in qualità di ex assessore al sociale. Un’operazione politica che appare più orientata a coprire le difficoltà della maggioranza che a entrare nel merito dei problemi. Per questi motivi ho sentito l’urgenza di rispondere alla Consigliera Scarafoni, tramite questo editoriale, pubblicato in data 21 marzo sempre sull’Alto Adige, che vi riporto integralmente di seguito.
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ASSB, più propaganda che verità
L’intervento di Anna Scarafoni colpisce più per il tono che per la sostanza.
E proprio per questo è necessario ristabilire alcuni fatti.
L’ASSB non è un campo da usare per costruire narrazioni politiche di comodo.
È un pilastro del welfare cittadino, che negli anni ha garantito servizi essenziali, anche in condizioni complesse.
Dipingerla oggi come un sistema inefficiente da rifondare serve forse a giustificare il pasticcio sulla selezione della dirigenza, ma non aiuta né le lavoratrici e i lavoratori né le persone utenti.
Chi parla di scarsa attenzione verso il personale dovrebbe evitare semplificazioni che non trovano riscontro nella realtà.
Il confronto con lavoratrici, lavoratori e organizzazioni sindacali non è mai mancato, né durante il mio mandato né con l’assessore Juri Andriollo, che ha mantenuto un dialogo diretto e continuo: sostenere il contrario significa ignorare i fatti.
L’analisi di Scarafoni si regge su una presunta differenza tra centrodestra e centrosinistra nella gestione dell’ASSB, in particolare sul confronto sindacale, citando un singolo incontro come elemento qualificante.
La realtà è diversa: da assessore mi incontravo mediamente ogni tre settimane con le rappresentanze sindacali e la dirigenza. Il confronto era strutturale, non episodico.
Ancora più grave è l’idea che tutto ciò che è stato fatto prima sia da archiviare perché legato a una stagione politica diversa.
È una lettura superficiale e comoda: l’ASSB che oggi si vuole “rinnovare” è la stessa che ha garantito continuità e servizi negli anni.
Colpisce anche un’altra assenza: nel suo intervento non c’è una parola sui temi reali del sociale.
La narrazione del centrodestra si concentra sui centri migranti, ma il cuore dell’ASSB sono i distretti sociosanitari, le residenze per anziani, i servizi per la disabilità, i progetti abitativi per le fragilità, gli asili nido e i servizi territoriali.
Su questi temi, silenzio.
Così come manca qualsiasi riferimento a una delle emergenze più gravi: il reperimento del personale.
Assistenti sociali, operatori nei centri handicap e nelle case di riposo: senza risorse umane, il sistema non regge. Ma non si intravede alcuna visione.
Il centrosinistra, negli anni, ha investito anche in progetti innovativi come gli streetworker, allora criticati dalla destra e oggi riconosciuti come servizi essenziali nei quartieri più complessi.
Prima di distribuire giudizi, sarebbe utile conoscere la complessità del sistema e lavorare per costruire un rapporto serio con la Provincia, vero snodo di risorse, leggi e regolamenti.
Tra ponte Roma e ponte Resia vivono circa 80.000 persone, con problematiche diverse.
Bolzano è una città che invecchia rapidamente: queste persone non chiedono slogan sulla sicurezza, ma servizi, assistenza e dignità.
Colpisce infine il tentativo di spostare il confronto sul piano dello scontro politico, evocando un’opposizione “aggressiva”.
La verità è più semplice: quando mancano risposte nel merito, si tenta di delegittimare chi pone le domande.
Governare significa assumersi responsabilità, non riscrivere il passato.
Il sociale non è propaganda. E il personale dell’ASSB, così come i candidati idonei alla direzione, meritano rispetto, non narrazioni costruite.
Sandro Repetto
Consigliere provinciale
già Assessore al sociale del Comune di Bolzano
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